CONGREGATIO
PRO INSTITUTIS VITAE CONSECRATAE
ET SOCIETATIBUS VITAE APOSTOLICAE
Prot. n. 153-1/90
DECRETO
La Superiora Generale delle Suore Maestre di Santa Dorotea, la cui casa generalizia
si trova a Roma, ha presentato alla Sede Apostolica, chiedendone l'approvazione,
il «Piano di Vita dei Cooperatori dell’Opera di Santa Dorotea», redatto ed approvato
dal Capitolo Generale dell’Istituto, celebrato il mese di luglio 1990.
L'Opera di Santa Dorotea, approvata il 19 maggio 1841 dal Sommo Pontefice Gregorio XVI,
con il Breve «Inter praecipuas curas», è un’Opera propria del sopra menzionato Istituto
religioso, che ha come fine particolare la crescita personale nella carità e nella cura
spirituale, soprattutto dei giovani.
Questa Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica,
esaminato attentamente il «Piano di Vita dei Cooperatori dell’Opera di Santa Dorotea»,
redatto in lingua italiana e copia del quale è conservata nel suo archivio, lo approva
e lo conferma, osservato quanto si deve osservare a norma del diritto.
Nonostante qualsiasi disposizione in contrario.
Roma, 21 settembre 1990, Festa di San Matteo Apostolo ed Evangelista.
BEATISSIMO PADRE,
La Superiora Generale delle Suore Maestre di Santa Dorotea, la cui casa generalizia
si trova nella diocesi di Roma, chiede alla Santità Vostra l'approvazione del testo
riveduto degli Statuti dell’Associazione Cooperatori e Cooperatrici dell’Opera di
Santa Dorotea, già approvato il 21 settembre 1990, con Decreto, Prot. n. V. 153-1/90
La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica,
dopo aver esaminato attentamente il suddetto testo, lo approva e lo conferma,
osservate tutte le altre prescrizioni del diritto.
Nonostante qualsiasi altra cosa in contrario.
Vaticano, 24 gennaio 2004.
Note storiche
La Pia Opera di S. Dorotea
Nel 1811, a Calcinate, in provincia di Bergamo, è parroco Don Luigi Vallaperta che,
con idea innovativa, istituisce anche per le donne la Confraternita del Santissimo
Sacramento.
Due anni dopo, viene ordinato sacerdote dal Vescovo di Bergamo, Mons. Giampaolo Dolfin,
il giovane Luca Passi De preposulo, che risiede con la famiglia a Calcinate.
A lui il parroco affida la direzione della suddetta Confraternita femminile.
A Don Vallaperta succede Don Gianbattista Fenaroli, prete santo e zelante che,
in collaborazione con il novello sacerdote, dà alla Confraternita una fisionomia
decisamente apostolica.
Per intuizione carismatica e con l'ardore che sempre lo distinguerà, Don Luca pone
l'azione apostolica delle associate alla Confraternita in stretto rapporto con il
valore evangelico della correzione del fratello, da cui prenderà ispirazione e forma
la Pia Opera di S. Dorotea da lui fondata nel 1815.
Essa traduce il comando di Gesù «Va’ e correggi il tuo fratello» (Mt 18,15) in un'opera
di squisita carità spirituale, espressa attraverso un’intelligente organizzazione
pastorale, che coinvolge numerose donne nell'impegno dell’educazione cristiana della
gioventù femminile.
In un secondo momento egli fonda la Pia Opera di S. Raffaele, per la gioventù maschile.
La Pia Opera di S. Dorotea si configura in un gruppo ecclesiale laicale che agisce come
lievito nella pasta (Mt 13,33; Lc 13,21; 1Cor 5,6; Gal 5,9).
Non esclude appartenenze ad altre forme associate, ma le permea del suo spirito e della
sua metodologia apostolica.
Illuminato dallo Spirito, Don Luca penetra in profondità l'ampio respiro comunitario
del passo di Matteo e lo propone alla Chiesa del suo tempo.
I Pontefici Pio VII, Pio VIII, Gregorio XVI riconoscono il valore dell'Opera ideata
da Don Luca. Il 19 maggio 1841, Gregorio XVI la approva ufficialmente con il
Breve Inter praecipuas curas e la definisce“"opera tanto salutare", auspicando che
"largamente si estenda, diffonda, e prenda ogni dì più maggiore incremento".
Pio IX, infine, manifesta a Don Luca la sua benevolenza e la stima che nutre per l'Opera,
nella quale due virtù devono eminentemente professarsi: la carità e l'umiltà.
L'Istituto delle Suore Maestre di S. Dorotea
Don Luca, dopo anni di esperienza, ritiene opportuno affiancare all'Opera laicale un
Istituto di Suore, che ne costituisca l'anima e il centro propulsore, garantendone
l'originalità e la specificità. In un primo momento egli non pensò di dar vita a una
sua istituzione religiosa, ma di affidare l'Opera ad alcune Congregazioni già esistenti
con una fisionomia e finalità precise nel campo educativo, scolastico o assistenziale.
Nel novembre 1836 a Vicenza e nel marzo 1838 a Genova, due Istituti religiosi, da poco
iniziati, assumono l'Opera e ne prendono il nome. Nel 1838, infine, Don Luca fonda
espressamente l'Istituto delle Suore Maestre di S. Dorotea di Venezia, che ha come
fine la conservazione e la promozione della stessa Opera. Il 6 agosto vengono poste
le basi di fatto e giuridiche di questa nuova fondazione.
La prima responsabile del nuovo Istituto è, per designazione e scelta dello stesso
Fondatore, la Madre Rachele Guardini.